
1912: Rosa Pidello Rosso (fondatrice dell'azienda) e la sua famiglia
LA STORIA DELL'AZIENDA IN BREVE
Il formaggio Toma ha origini molto antiche e radici, seppur con caratteristiche leggermente diverse, in molte zone del Piemonte, specialmente nelle vallate alpine. Pantaleone da Confienza, protomedico alla corte sabauda, nella sua “Summa Lacticinorum” del 1477 parla del “Caseus Mordicativus”, formaggio prodotto nelle vallate alpine, invecchiato e saporito, l’antenato del Toma. Le prime notizie scritte che si hanno su un formaggio chiamato Toma, risalgono al 1700.
A Sordevolo, paesino dell’alto Biellese situato in alta Valle Elvo, nel 1894, Rosa Pidello Rosso avvia l’attività di produzione, stagionatura e commercio dei formaggi tipici del luogo. A quell'epoca, dalla primavera inoltrata fino alla fine dell'estate, diversi allevatori biellesi si spostavano in alpeggio. Anche nelle valli di Ayas e Gressoney.
Il formaggio prodotto veniva trasportato a dorso di mulo o con portatori, attraverso il colle della Lace, nella valle dell’Elvo e quindi a Sordevolo nelle cantine della famiglia Rosso. A Rosa succederanno i figli: Sisto, Camillo e Gilio; quest’ultimo si trasferirà a Biella e, assieme al figlio Pier Luigi, continuerà l’attività di: produzione, selezione e invecchiamento dei prodotti caseari tipici del biellese. Pier Luigi, nella foto con la moglie Franca e i figli Enrico e Riccardo, lavora attualmente ad un costante miglioramento qualitativo e d’immagine dei formaggi biellesi come: Maccagno, Toma Piemontese D.O.P. (Biellese), Toma a latte scremato della Valle Elvo o sviluppati secondo antiche lavorazioni del paese come il Gratin (toma brusca). La famiglia Rosso da ormai 50 anni ha assunto come simbolo il “Gipin”, la maschera carnevalesca biellese per eccellenza. Questa scelta per sottolineare il legame dell’azienda con il territorio e le sue tradizioni.
